luminarie

•29 Novembre 2009 • Lascia un Commento

Che bel periodo. Le luminarie sono state accese, così che girare in centro col proprio umore di merda sia più bello ancora. I negozi sono ricolmi di cazzatine natalizie come piccole giostre motorizzate con tante personcine che vanno su e giù, che nella vetrina sopra alla neve finta stanno un amore e fanno tanto famiglia felice, ma poi mi immagino come debbano stare bene in un appartamento qualsiasi, cagate una volta, tra il cestino della frutta che viene lasciata lì e la pila delle riviste. Tutti a comprarsi un cappotto nuovo che alla messa di natale bisogna essere tirati e già che si è lì magari anche un bel paio di scarpe fighissime da centosessanta euro per andare all’aperitivo domenica a parlare di roberta che è andata con un tizio conosciuto venerdì in disco, quella a milano marittima, sai no. Ah è vero, sabato andiamo a vedere natale a beverly hills, vieni?

steso

•23 Novembre 2009 • Lascia un Commento

Una sera di tre anni fa sono andato a correre alle dieci di sera. Da casa sono andato fino al ponte, poi ho seguito un sentiero lungo il fiume, al buio e in silenzio, con le lucciole. Non avevo mai fatto quel giro, stavo improvvisando. E’ bello scegliere la direzione sul momento, fare strade nuove, anche sconosciute. Allontanandomi dalle case il sentiero si inoltrava sempre più vicino al fiume. Diventava sempre più buio e vedevo a malapena dove stavo andando o dove mettevo i piedi. Dovevo fare forza su me stesso per resistere alla tentazione di girarmi continuamente indietro. A un certo punto il sentiero ha cominciato a sparire e sono tornato indietro. Tornando verso casa sono passato vicino a un campo di grano appena mietuto, e i balletti di paglia erano ancora tutti lì sparsi, dove la mietitrice li aveva fatti e lasciati. Mentre correvo guardavo quel campo sterminato perdersi nel buio, verso un’apparente fusione col cielo, col mondo. Saranno state le undici. Ho saltato d’impulso il fosso che mi separava da quella distesa senza confini. Ho camminato un po’.  Il buio in lontananza dava l’impressione che il campo non finisse mai, che si potesse camminare per sempre. Non avevo ostacoli in nessuna direzione. Mi sono steso sopra un balletto a guardare le stelle. Le Orse, il Leone, la Lira. Vega. Non mi sarei mai alzato, si stava d’incanto.
Dovreste farlo per capirlo.

quasi

•20 Novembre 2009 • Lascia un Commento

La conoscevo da così poco allora ed ecco che una sera d’inverno lei mi prende a braccetto mentre camminavamo in centro. Io ero contento ma anche imbranato e imbarazzato per i nostri amici che ci seguivano e ridacchiavano. E anche se stavo diventando rosso e cominciavo a sudare, era bello. Poi aspettarla davanti a casa sua, mentre lei in ritardo finiva di prepararsi. E anche se prima di andare da lei le dicevo sempre di sbrigarsi al telefono, poi prendevo la macchina in anticipo. Non so spiegarlo, ma ecco, più si faceva aspettare e più era bella quando finalmente apriva il portone e spuntava sorridente. Attraversava la strada di corsa e io la guardavo dal finestrino. Non mi sono mai abituato a vederla uscire da quel cancello, ogni volta nervoso ed emozionato. Poi entrava in macchina e cominciava a parlare. Mi raccontava tutto: i suoi gatti, il piercing che voleva mettere, la scuola, le prove di canto, come mi sembravano i suoi capelli.
Non stavamo insieme, ma per me era quasi come se. Mi chiedeva sempre di farle guidare la macchina prima che prendesse la patente e probabilmente, col senno di poi, lasciargliela guidare non è stata una grande idea. Stavamo al telefono un’ora per poi vederci dopo venti minuti. Quando voleva qualcosa mi faceva gli occhioni sapendo che mi mandava in confusione. Siamo andati in quel locale a ballare e ci siamo ubriacati insieme. Diceva che io e lei avremmo finito per sposarci. Un’estate che lavorava in quel grande magazzino io andavo a trovarla e facevamo delle chiacchiere mentre sistemava le cose sugli scaffali. E lei che mi chiedeva se non avevo proprio nient’altro da fare. Stupida.
La notte di san Lorenzo che siamo andati in campagna a vedere le stelle cadenti c’è stato un momento ben preciso, mentre lei era stesa sull’erba di fianco a me, in cui c’è voluta tutta la coglionaggine del cosmo per farmi trattenere dal girarmi e baciarla.
Il finale è amaro, lo racconto un’altra volta.

“ci bevo un attimo su”

•18 Novembre 2009 • Lascia un Commento

Per questa puntata di Satyricon del 14 marzo 2001 Berlusconi & co. presentano otto denunce per un totale di 140 miliardi di lire di danni. Le perdono tutte.
Rimando al blog di Travaglio per un bellissimo racconto e a YouTube per l’intervista.

nastri

•16 Novembre 2009 • 5 Commenti

Sogno.
Ho un problema, vado da un uomo che mi può aiutare. Lo trovo in un negozio di videocassette, ce ne sono a centinaia, migliaia, che scorrono su nastri trasportatori, impilate in colonne. Mi conduce lentamente attraverso quel mare di nastri, labirinticamente disposti. Finalmente si ferma davanti ad uno scaffale e mi porge una videocassetta. Guardo il retro e scopro che è un horror, con disgustose immagini di persone mutilate. Una mi colpisce, il profilo di un viso insanguinato a cui manca un occhio. L’uomo cerca di convincermi che guardare quel film potrà aiutarmi, che devo prenderne esempio, ma io non voglio e cerco di scappare. Allora l’uomo mi insegue, si moltiplica, ne appaiono innumerevoli copie che cercano di farmi guardare la videocassetta. Scappando mi ritrovo sul tetto di un palazzo molto alto, di una decina di piani. Improvvisamente mi accorgo che sto precipitando giù, vedo le finestre scorrere rapidissime di fianco a me. Sbatto con la schiena sul pavimento di cemento, mi trovo a guardare il cielo e mi rendo conto che non posso muovermi, sono paralizzato. A quel punto vengo messo su una sedia a rotelle motorizzata, comandata da un tubicino di plastica in cui bisogna soffiare. Mi sveglio.

religione #4: svolta

•13 Novembre 2009 • 5 Commenti

Gli avvenimenti di questi giorni mi hanno stimolato abbastanza da prendere il telefono e chiamare finalmente il prete. Premetto che io ero dal lato della ragione come più non si può essere, dato che gli ho spedito ben tre lettere e che lui per legge doveva provvedere alla mia richiesta entro quindici giorni dalla ricezione, la prima delle quali avvenuta nel gennaio 2008 e alla quale non ha risposto. Alla seconda mi ha risposto che voleva vedermi di persona, ma io non ero tenuto ad andarci e con la terza gli ho detto chiaramente che non ne avevo intenzione e di procedere. Non ha risposto. La mia di oggi è stata più che altro una gentilezza perchè dopo tre lettere avrei potuto benissimo fare ricorso e basta invece di chiamarlo, ma dubito che se ne sia reso conto.

Pronto?
Don R.?
Sì.
Sono Luca Raffini, quello che le ha scritto già tre lettere… per la faccenda del registro dei battezzati…
Ah sì.
Sono un po’ stanco di aspettare. [tono deciso]
Ma anch’io sono stanco di aspettarti…
Lei non deve aspettarmi! Lei deve fare quello che le ho chiesto già tre volte! [tono molto deciso]
Ti avevo scritto che volevo vederti e…
E io le ho risposto che non sarei venuto perchè non devo giust..
Ma volevo farlo in tua presenza, parlarti un attimo per…
Io non sono tenuto a venire lì, è lei che è tenuto a farlo!
Va bene va bene, sei hai questo timore di…
IO NON HO NESSUN TIMORE! Non ho la voglia di venire lì!

NON. HO. LA. VOGLIA. DI. VENIRE. LI’.
D’accordo d’accordo te lo faccio te lo faccio...
Ah e VORREI ANCHE VEDERE!
La saluto.
[clic]

religione #3: [sic]

•13 Novembre 2009 • Lascia un Commento

svegliati, tu sei nessuno e rappresenti 4 gatti in Italia!!! Comprati una televisione

Se togliamo il crocifisso, gli “altri” ci diranno : “Oh ! non avete niente ?” Vi proponiamo una religione….

devono solo rispettare il paese dove sono accolti

Appeso sui muri protegge le scuole,le case e gli ambienti di lavoro…

Assolutamente d’accordo al Crocifisso nelle scuole. Anche sul luogo di lavoro, segno evidente di appartenenza.

CHI NN CREDE E’ LIBERO DI NN GUARDARLO!!!

il crocifisso non si tocca chi non lo vuole torni al suo paese

VIVA IL CROCIFISSO…E CHI NON LO VUOLE SI RITROVERA’ IN GINOCCHIO DAVANTI ALLA CROCE A CHIEDERE PERDONO (PRIMA O POI SUCCEDE…ANCHE SE UNO E’ ATEO)

IO CREDO IO DIO PADRE ONNIPOTENTE, IN GESU’ E NEI SUOI INSEGNAMENTI, E NELLA MADONNA. DARWIN ERA UNO CHE NON HA DIMOSTRATO UN CAVOLO (MA GUARDA CHE SEI TU A NON AVER LETTO BENE DARWIN, DA DOVE VIENI FUORI, DALLE MONTAGNE?)

SI’ AL CROCIFISSO E…CHI NON LO VUOLE CAMBIA PATRIA!!!!!!!!!!!!!!!!

mediatiamo gente mediatiamo

noi se andiamo nei loro paesi ci rapiscono quando ci va bene, e noi dobbiamo dare loro le nostre case, fra un po fano andare via noi dall’italia, e saremo costretti ad andare noi nei loro paesi. vengono a casa nostra a dettere legge. mi dispiace ma io non ci sto!!!!!!!!

per chi non vuoleil crocifisso puo tornare a casa sua

Questa è l’ennesima vittoria dell’Islam….. tra poco ci impediranno anche di andare a Messa…ormai in Europa comandano loro!

dobbiamo fare una petizione al parlamento,per far si che venga aggiunta la croce alla bandiera italiana,per confermare una volta per sempre la nostra identità

NON PENSAVO CHE IN ITALIA CI FOSSERO TANTE PERSONE TALMENTE POVERE DI INTELLIGENZA DA PENSARE ANCORA CHE DIO NON ESISTE. SVEGLIATEVI RAGAZZI E STUDIATE UN PO’ SAN TOMMASO ( MICA DAN BROWN O DARWIN) PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. DOPO LA MORTE NON C’E’ PIU’ POSSIBILITA’ DI REDENZIONE!

IL CROCIFISSO E’ IL SIMBOLO DI GESU’ CHE E’ MORTO E RISORTO PER TUTTI…ANCHE X I COMUNISTI CHE L’HANNO MESSO IN CROCE. PADRE PERDONALI PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE FANNO (ALLA CORTE EUROPEA)

La questione è semplice: siamo un paese cattolico, il simbolo supremo del cattolicesimo è il crocifisso, quindi tutti quelli che non sono di questo Paese e che non sono cattolici devono solo adeguarsi alle nostre regole e alle nostre usanze. Se no, se ne possono tornare da dove sono venuti.

SI’ AL CROCIFISSO, A CHI NON VA BENE…CAMBIA PATRIA (DOPO TUTTO CI SONO TANTI POSTI DOVE UNO POTREBBE ANDARE SE NON GLI PIACE IL CROCIFISSO, ANCHE IN BAGNO PER ESEMPIO…)

tnt al primo che dice “togliete il crocefisso dalla classe” gli sbatto una spranga di acciaio in testa così capisce…

religione #2: Riemann, il buon senso e la concezione dell’inconcepibile

•8 Novembre 2009 • 2 Commenti

Sono già alcuni giorni che penso a questo post. Ho scritto molte bozze, senza mai sapermi decidere su quale fosse migliore e più efficace. Mi sono sentito come Riemann che non pubblicava mai nulla e non condivideva nessuna idea finchè non era sicuro che anche l’ultimo minuscolo dettaglio fosse perfetto. Con la differenza che se Riemann avesse fatto uno scarabocchio al lato della pagina ancora oggi ne trarremmo intuizioni sulla distribuzione dei numeri primi. In ogni caso alla fine ho deciso di scrivere un po’ tutto, persino questa quasi inutile introduzione che mi serve solo a fare più attraente il titolo.

Innanzitutto come farà una persona dotata di una mentalità che la porta a essere convinta che la propria concezione di dio sia quella sicuramente giusta, che tutte le altre siano ovviamente sbagliate, a testa bassa, pur sapendo, si spera, che tale concezione è dovuta unicamente al punto del mondo in cui è nata, a riconoscere che è giusto che tutti siano allo stesso livello di equità? Il problema delle democrazie è che per la loro stessa natura sono costrette a dare spazio anche a coloro che con quello spazio faranno di tutto per eliminare le democrazie. Capisco il comportamento dei politici: purtroppo sono in politica per fare i propri interessi, non i reali interessi della società nel suo complesso, quindi devono assecondare la maggior parte del popolo in modo da poter rimanere dove sono. Non capisco le persone nel singolo, che credono in ciò che è stato detto loro di credere, che non riflettono sul fatto che di opinioni nel mondo ce ne sono tante, ma guarda caso tutti si sono sempre preoccupati di insegnarne loro solo una fino alla nausea, che ragionano in termini di “è sempre stato lì quindi deve continuare a stare lì”.

In secondo luogo, sarei curioso di vedere quante di quelle persone che si indignano per la decisione della Corte Europea, con particolare riferimento ai giovani, vanno a messa tutte le domeniche, seguono il digiuno della quaresima, non si masturbano, si mantengono caste fino al matrimonio (ahahahah), non usano in nessun caso protezioni o contraccettivi, non hanno divorziato.

Infine, l’essere umano ha sempre avuto difficoltà ad immaginare cose che non ha mai visto.
Non riuscite a immaginare un colore diverso da quelli che già esistono, o una forma geometrica nuova. Provate a pensare in sette dimensioni. Riuscite a immaginare una tecnologia nuova prima di scoprirla? Avreste immaginato di poter congelare la luce? Beh, l’hanno fatto. Un computer oggi sembra una cosa ovvia, con la sua elettronica, i suoi motorini elettrici, il suo tubo catodico, la sua plastica. Fatelo immaginare a un uomo vissuto mille anni fa quando ancora disquisiva sui quattro elementi. E voi vorreste pretendere di sapere cosa ha creato l’intero universo. Un dio infinitamente buono, misericordioso, caritatevole e tutto il resto, ma che caccia all’inferno uno se sgarra troppo. Mi sembrano tutti lati caratteriali tipici dell’uomo. La bontà, la punizione, il perdono, sono caratteristiche dell’uomo. O direste che un canguro è compassionevole? Non sarà che è stato l’uomo a immaginarsi questo ipotetico dio a sua stessa immagine e somiglianza perchè l’unica cosa che sa fare per spiegare le cose è pensare a ciò che già comprende ed elaborarlo un pochettino?
Per fare un paragone, pensate agli alieni. Guarda caso sappiamo pensare solo ad alieni con una struttura simile a quella delle forme di vita terrestri. Un corpo, degli organi interni, degli arti, una mente. Siamo abituati a questo, quindi non concepiamo altro che questo. Potete concepire una forma di vita intelligente che non assomigli a nulla che abbiate mai visto? Ma poi, cosa vuol dire vita?
E l’intelligenza che immaginiamo è sempre simile alla nostra. Da una serie di sensi ricava informazioni sull’ambiente esterno, e usa queste informazioni per fare dei ragionamenti che conducono al comportamento. Persino la vostra idea di dio funziona quasi in questo modo. Siamo sicuri che questa sia l’unica possibilità?
O è solo quello che è successo qui?
Non potrebbe esserci qualcosa di ancora così inconcepibile per noi da non avere nulla a che fare con vita, intelligenza, coscienza, arbitrio così come li conosciamo?
E se già di fatto possiamo pensare a una simile eventualità, come sarà ciò cui ancora non possiamo pensare?
Siete sicuri che l’ipotetica origine dell’universo non abbia questa caratteristica?
Vi sembra fantascienza, dite che lavori troppo di fantasia? Beh, spiegate a Tommaso Caccini che in Giappone hanno creato un buco nero in laboratorio.

religione #1

•4 Novembre 2009 • 3 Commenti

Quando ero ragazzino vi fu un periodo durante il quale pregavo tutte le sere a letto prima di addormentarmi. Anche all’epoca il mio cervellino era ordinato e meticoloso per cui le mie preghiere seguivano sistematicamente questo schema: padre nostro, ave Maria, atto di dolore, eterno riposo. Quindi seguiva il ringraziamento per le cose che avevo: grazie per i miei genitori, grazie per le persone che mi vogliono bene, grazie per avermi fatto promuovere l’anno scorso, grazie per avermi fatto conoscere Giada al campo estivo, grazie per aver messo Federica nella classe vicina alla mia. Man mano che i giorni passavano aumentavano le cose per cui ringraziare così la lista si allungava sempre di più e a volte, quando mi accorgevo di aver dimenticato qualcosa, ricominciavo da capo. Infine veniva la parte in cui chiedevo qualcosa. Fammi andare bene nella verifica di storia, fammi promuovere alla fine dell’anno, fammi parlare con Federica una mattina durante la ricreazione.

lei

•31 Ottobre 2009 • 4 Commenti

Dai non è possibile che con tutto il posto che c’era si sia dovuta fermare proprio a due centimetri da me a parlare con le sue amiche e poi vederla allungare un braccio per salutare uno che passava quando quella volta che le ho portato il regalo di compleanno e le ho toccato la spalla mi ha fatto segno col dito di aspettare che finiva il discorso e sono rimasto lì in piedi come un idiota in mezzo a tutta la gente seduta mentre lei parlava e parlava poi quando finalmente si gira verso di me parliamo si e no trenta secondi e datemi torto cosa dovevo dirle a quel punto e alla fine il mio regalo non l’ha nemmeno aperto nel giorno del suo compleanno era un cd di canzoni che avevo fatto io avevo cominciato a prepararlo mesi prima durava venti minuti mica trent’anni e non l’ha ascoltato e quando gliel’ho chiesto mi risponde sapevo che me l’avresti chiesto come dire anche se lo sapevo non ho avuto voglia lo stesso e poi per forza  che abbiamo litigato e si è offesa lei perchè la stavo facendo sentire in colpa povera creatura e le ho chiesto scusa io non dovrebbe avere nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia invece stava lì e mi ha visto benissimo e chissà chi sarà ora tra i due il coglione che sta ancora lì a pensarci.